I Muse non mi sono mai piaciuti
I Muse non mi sono mai piaciuti, ma davvero non mi sono mai dato pena di ascoltarli. Così stamattina, reduce da una notte involontariamente breve, in uno di quei pochi momenti in cui sentirmi grande non mi pesa, ho deciso di fare la mossa da persona matura e li ho messi su su Spotify.
Il discorso era venuto fuori da uno spogliatoio, ma se vogliamo essere sinceri è più legato a queste righe di quanto non potrebbe sembrare. Stephanie Meyer li ringrazia, al termine o al principio di uno o forse di tutti i suoi romanzi della saga di Twilight; romanzi che ho letto per una passione amorosa adolescente mai confessata alla diretta interessata. E a dire il vero a nessun’altro.
Primi di una serie, in realtà, ché frequentare gli interessi intellettuali delle ragazze mi risulta parecchio più facile che frequentare le ragazze stesse.
Riprendendo le fila del discorso, lei li ringrazia, e pur non essendo rimasto particolarmente colpito dalle sua prodezze scrittorie m’è rimasto in testa questo tarlo che i Muse siano una musa ispiratrice per gli scrittori.
Perdonate il pun, ma non sarà l’ultimo.
Sicché, sembrava il modo giusto di cominciare a scrivere qua, che è un po’ che vorrei farlo. “Non sono mai stato un tipo da blog” cominciava il primo tentativo, un paio di mesi fa. Forse questo non è migliore di quello, ma se possiamo essere sicuri di qualcosa è che senza il primo passo non se ne fanno altri, quindi bando alle remore e si pubblichi.
Tanto per avere un argomento – che mi sembra qua non si stia a dire niente – gli obiettivi a lungo termine per questo sito sono, in ordine decrescente di priorità:
- Costruire qualcosa di piacevole e godibile, che piaccia a me e possibilmente anche a qualcun altro, foss’anche solo mia cugina o il figlio dell’amica di tua mamma, quello stronzo che non hai mai sopportato ma dovevi far finta di.
- Imparare. Per cominciare imparare a fare un sito, che mi direte è una boiata e hai anche una laurea quindi dechestaiaparlà, però io (ma penso tanti altri) se non faccio le cose non ci credo che posso farle, quindi lasciatemi provare.
- Raccontare qualcosa di me, a bassa voce e solo per chi è tornato dal lavoro e ha un quarto d’ora in cui vuole svuotare la mente e sciacquarsela con qualche pensiero partorito da un’altra mente che è appena tornata dal lavoro e vuole un quarto d’ora per eccetera eccetera.
A breve termine, invece, mi riprometto di pubblicare almeno qualcosa a settimana; che sia un video sulla crescita della mia pianta grassa o un pezzo di cronaca leggera redatto con encomiabile abilità.
Vorrò sperimentare con i grandi mezzi che WordPress mi mette a disposizione, e magari anche con arzigogoli moderni dai nomi strani come “Javascript”; su questo fronte non mi sento però di promettere nulla. Quando si va per il mezzo secolo la testa non è più quella di una volta e, sebbene di lingue ne abbia imparate tante, ormai le ho dimenticate quasi tutte.
Dopo due ore di ascolto ho deciso che i Muse non possono non piacere, e che comunque spaccano. Però, per il momento, passerò ad ascoltare altro.